1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
Comune di Montenero di Bisaccia
Home » Comunicati stampa » 2013 » Giugno » Comunicato Stampa 29/05/2013

Contenuto della pagina

Venerdì 31 maggio la presentazione del libro di Giovanni Spinosa "L'Italia della uno bianca - Una storia politica e di mafia ancora tutta da raccontare"

MONTENERO DI BISACCIA, 29 MAGGIO 2013 - L'Amministrazione comunale invita la cittadinanza a partecipare alla presentazione del libro "L'Italia della Uno bianca - Una storia politica e di mafia ancora tutta da raccontare", scritto dal magistrato Giovanni Spinosa.
L'evento si terrà venerdì 31 maggio alle ore 18,30 presso la Sala Polivalente in Piazza della Libertà.
Il programma prevede, dopo i saluti del sindaco Nicola Travaglini, l'intervento introduttivo del dott. Roberto Veneziano, magistrato presso il tribunale di Teramo; a seguire ci sarà l'intervento dell'avv. Domenico Porfido, presidente del Consiglio comunale di Montenero di Bisaccia ed infine l'intervento dell'autore del libro e presidente del Tribunale di Teramo, il magistrato Giovanni Spinosa. Modera l'incontro l'avv. Teresio Di Pietro. 
 
"Si tratta di un'iniziativa di grande prestigio per la nostra cittadina - dichiara il sindaco Travaglini - che nasce dalla volontà di valorizzare la cultura anche nelle sue accezioni di ricerca e di inchiesta, con il fine di porsi domande e di accendere i riflettori su quella che è sempre apparsa come una delle pagine più oscure della storia italiana.
Per noi è davvero un grande piacere poter ospitare nella "sua" Montenero il dott. Giovanni Spinosa - continua Travaglini - perché è proprio nel nostro paese che l'attuale presidente del Tribunale di Teramo ha trascorso gli anni della sua infanzia. Una sorta di ritorno alle origini, quindi, per un magistrato di grande acume investigativo e di grande cultura. La presentazione di questo libro darà l'occasione ai nostri concittadini di poter ascoltare dalla voce dell'autore i motivi che l'hanno spinto a scrivere di una vicenda così intricata".
 

IL LIBRO
 
"I DELITTI DELLA UNO BIANCA SONO UNO DEI PRIMI ATTI DELLA STRATEGIA TERRORISTICA E DESTABILIZZANTE CHE LA MAFIA SCATENA CONTRO LO STATO... CHI SI INOLTRA NELLA LETTURA DI QUESTO LIBRO DEVE SAPERE CHE NON RIUSCIRÀ PIÙ A SMETTERE."
Marco Travaglio

Una storia criminale. No. Politica. Che vale la pena di ricostruire per capire cosa è successo nell'Italia della fine della Prima repubblica.
Forse molti ricordano gli eccidi perpetrati dai criminali in divisa della UNO BIANCA, i fratelli Savi, che si susseguirono tra il 1987 e il 1994. Una lunga scia di sangue (82 delitti, 23 morti, centinaia di feriti) e un bottino di quasi due miliardi di lire, una tragedia che sembrava dovesse rimanere avvolta nel mistero. Con questo libro, adesso, possiamo capirne le ragioni.
A parlare e ricomporre tutta la vicenda, degna di un film trash (ma il dolore delle famiglie delle vittime è ben reale), è il pm che ha iniziato le indagini sfociate nei processi che hanno visto condannare i colpevoli rinunciando però a chiarire i moventi dei fatti. Concatenati l'uno all'altro, essi portano a una sola verità: l'azione criminale dei FRATELLI SAVI è stata eterodiretta, troppe armi, troppe munizioni, troppo sangue. A volte per un bottino di poche lire. Allora chi li proteggeva e perché? Spinosa documenta le voragini investigative, le bugie, i depistaggi operati dai Savi soprattutto in relazione ai rapporti che essi ebbero con la criminalità organizzata, cioè con la MAFIA catanese, con la CAMORRA cutoliana (che trattò con lo Stato per la liberazione di Ciro Cirillo) e casalese. E ricostruisce i numerosissimi interventi della FALANGE ARMATA, la misteriosa sigla che dal 1990 al 1995 segna ogni strage mafiosa e molti episodi misteriosi di quegli anni. Alla fine i nodi - che i processi non hanno voluto chiarire - vengono al pettine: l'arresto dei Savi è l'atto conclusivo di una STRATEGIA STRAGISTA di destabilizzazione di Cosa nostra e dei suoi referenti che finora nessuno aveva fatto emergere. Ce n'è abbastanza per riaprire un caso chiuso troppo in fretta.
 

*Fonte: http://www.chiarelettere.it 
 


BREVE BIOGRAFIA DI GIOVANNI SPINOSA
 
Giovanni Spinosa ha all'attivo vent'anni di servizio negli uffici giudiziari bolognesi, diciassette dei quali da pm, e un incarico come presidente della sezione penale del Tribunale di Paola (Cosenza), dove ha firmato la prima sentenza con cui una cosca di mafia (clan Muto) è stata condannata al risarcimento del danno in favore dello Stato per la lesione della sovranità statale sul territorio oggetto dell'occupazione mafiosa. Attualmente ricopre l'incarico di presidente del Tribunale di Teramo. In magistratura dall'81, da giudice istruttore prima e da pm dopo, ha diretto le indagini sui sequestri di persona a opera dell'Anonima sarda avvenuti in Emilia Romagna nella seconda metà degli anni Ottanta. Nelle stesse vesti e in stretta collaborazione con lo storico ufficio istruzione del Tribunale di Palermo, ha svolto le prime indagini sulle associazioni mafiose legate ai Corleonesi insediatesi a Bologna e in Romagna a partire dal 1984 (indagine su Salvatore Rizzuto, uomo d'onore legato a Pippo Calò), passando per il clan Rubino (1987-1988), fino all'inchiesta sulle bische che ha coinvolto Giacomo Riina (zio del più noto Totò) e Livio Collina (1990-1994). Si è inoltre occupato di diverse inchieste sulla 'ndrangheta, sulla stidda, sul doping nel ciclismo e sulla revoca della scorta a Marco Biagi, assassinato nel 2002 dalle Brigate rosse. È stato titolare dell'indagine sui crimini della Uno bianca, consumati in Emilia Romagna tra il 1987 e il 1994. Nel 2012, ha pubblicato per Chiarelettere* "L'Italia della Uno bianca".
 

*Fonte: http://www.chiarelettere.it